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Il
Laboratorio diocesano Caritas parrocchiali ha programmato per l'hanno pastorale
2002-03 tre seminari che evidenzieranno l'unitarietà dell'attività
pastorale parrocchiale volendo partire, seguendo la riflessione e le indicazioni
del nostro Arcivescovo, dalla famiglia per spostarci alle dimensioni
proprie della vita e dell'attività della parrocchia quale famiglia di
famiglie.
CARITAS
E FAMIGLIA
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Molte
realtà di impegno chiamano in causa la famiglia, sia come problema sia
come risorsa, e la parrocchia, famiglia di famiglie, non può prescindere
da questa decisiva dimensione della pastorale della carità. A partire
dall'educazione dei giovani all'affettività e dalla preparazione dei
fidanzati al matrimonio, si possono individuare percorsi, non meramente
teorici e dottrinali ma calati dentro le esperienze , perché sempre più
le famiglie cristiane, in forza della loro natura, siano aperte ai
problemi dei poveri disponibili a fare famiglia con chi non ce l'ha.
In particolare l'accoglienza e l'affidamento di minori in difficoltà
(indipendentemente dalla possibilità di adozione) è un servizio prezioso
come risposta a tanti aspetti di emarginazione minorile e adolescenziale
ed insieme occasione di crescita per singole famiglie ed ancor più per
gruppi e associazioni di esse. Sempre in tema familiare, il diffondersi di
situazioni di famiglie diverse ed irregolari per un verso è motivo
di preoccupazione e di vera carità, per l'altro dà la possibilità ad
adulti che non possono accostarsi alla comunione eucaristica di tenere
allacciati i legami comunitari impegnandosi attivamente nelle opere di
carità: anche attraverso di esse è dato di incontrare il Signore
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Seminario
diocesano CARITAS e FAMIGLIA presso il Centro San Vincenzo Pallotti
in Formia
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9
novembre 2002
ore
16,00-18,00 |
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CARITAS
E LITURGIA
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Affrontando
il tema dell'animazione alla testimonianza della carità:liturgia ed
educazione alla carità e cercando i possibili punti di aggancio
tra celebrazione liturgica ed impegno di solidarietà con i poveri, viene
alla mente la famosa frase "lex orandi, lex credenti" e,
anche alla luce dell'osmosi fra le tre dimensioni del mistero della
missione della Chiesa, ci si chiede se non sia possibile un'estensione e
una chiusura del cerchio con l'aggiunta di una "terza lex": orandi,
credendi, operandi.
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È
possibile trovare un'autorevole conferma di ciò, nella Sollecitudo rei
socialis, là dove Giovanni Paolo II pone significativi riferimenti a
testi liturgici e più globalmente al rapporto tra Eucaristia e
solidarietà: "Quando partecipiamo all'Eucaristia, siamo chiamati
a scoprire, mediante questo sacramento, il senso profondo della nostra
azione nel mondo in favore dello sviluppo e della pace ed a ricevere da
esso le energie per impegnarci sempre più generosamente, sull'esempio di
Cristo che in tale sacramento da la vita per i suoi amici" (n. 48).
La
stessa conclusione dell'enciclica è affidata a un testo del messale
romano, la colletta della messa pro populorum progressione: "O
Dio, che hai dato a tutte le genti un'unica origine e vuoi riunirle in una
sola famiglia, fa che gli uomini si riconoscano fratelli e promuovano
nella solidarietà lo sviluppo di ogni popolo, perché [...] si affermino
i diritti di ogni persona e la comunità umana conosca un'era di
uguaglianza e di pace".
Non
si tratta di cercare delle applicazioni ad ogni costo, per
"appiccicare" alla celebrazione anche l'appendice di qualche
opera buona, aggiuntiva e facoltativa, ma piuttosto di provare a motivare,
alla luce di quel che la Chiesa celebra, la saldatura tra la lode e
l'impegno, il servizio a Dio e il servizio agli uomini e alle donne del
nostro tempo, i doni che dal Signore riceviamo e la gioia-dovere di farci
a nostra volta dono.
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Seminario
diocesano CARITAS e LITURGIA presso il Centro San Vincenzo Pallotti
in Formia
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1°
febbraio 2003
ore
16,00-18,00 |
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CARITAS
E CATECHESI
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Potrà
esserci discussione intorno al modo con cui intendere il rapporto vitale
che lega il "servizio della Parola" al "servizio verso gli
altri". Viene però da tutti accettato che tale rapporto debba
esserci. C'è, peraltro, sufficiente convergenza anche
sull'interpretazione da dare al termine catechesi e diaconia.
Certamente ogni attività della comunità cristiana è diaconia. Tuttavia
con questo termine si sottolinea il carattere specifico di promozione
umana e di salvezza integrale che il Vangelo suscita. Allo stesso modo
catechesi indica un momento preciso del processo educativo della fede ma
anche l'intero processo dell'iniziazione cristiana.
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Così,
affermare il rapporto tra catechesi e diaconia significa prendere
coscienza veramente che il fine della catechesi non può essere la sola
dimensione cognitiva-istruttiva della fede, ma l'intero processo educativo
dove la meta è il cristiano adulto capace di trasformare se stesso e il
mondo secondo il disegno del Padre.
L'unità
tra catechesi e carità può essere agevolmente compresa nel senso di una
circolarità ovvero di un definito dare e ricevere da parte delle due
dimensioni della vita cristiana e pastorale. Circolarità che esprime
pienamente la complementarietà e la non uguaglianza tra due momenti tra
due momenti pastorali. La complementarietà perché non si tratta di
ridurre la catechesi ad essere anticamera della Caritas parrocchiale e n
eppure di ridurre la struttura della comunità alla sola catechesi. La
distinzione invece sottolinea che l'esperienza cristiana ha continuamente
bisogno della Parola annunciata e compresa con la vita.
La
catechesi senza carità è vuota e la carità senza catechesi può non
essere cristiana, azione educativa della comunità cristiana.
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Seminario
diocesano CARITAS e CATECHESI presso il Centro San Vincenzo Pallotti
in Formia
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Data
da stabilire (Aprile)
ore
16,00-18,00 |
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