Promozione e Formazione

 

 CARITAS PARROCCHIALI 

Il progetto diocesano di promozione, formazione e accompagnamento delle Caritas parrocchiali continuerà in questo nuovo anno pastorale secondo la proficua proposta  del Laboratorio diocesano Caritas parrocchiali. L'organizzazione del lavoro attraverso un metodo progettuale e di gruppo, scopo di tale strumento, favorirà la promozione di un diverso modo di lavorare e pensare l'attività della Caritas, evidenziando in particolare la sua funzione educativa e promozionale.

Infatti, la prevalente funzione pedagogica  di cui costantemente si parla, in riferimento alle Caritas parrocchiali, non avviene per caso né si realizza tutta in una volta; la pedagogia é la scienza dell'educare, e sappiamo come l'educazione sia una delle arti più difficili e rischiose, che chiede ad educatori ed educandi di giocarsi in quello che fanno.

Affermare che la Caritas parrocchiale non è un gruppo caritativo e che il suo specifico non è in senso stretto l'azione diretta  nei confronti dei poveri ma l'educazione di tutti i membri della comunità alla carità, può restare solo una bella dichiarazione di intenti: la sfida è quella di incidere sul vissuto di una parrocchia perché ciò avvenga.

Lo specifico della Caritas è educare facendo e facendo fare: valorizzare le opere di carità che già si compiono e proporne di nuove affinché un numero sempre maggiore di persone, di famiglie e di gruppi siano coinvolti e non ci sia più chi non s'impegna dicendo di non sapere cosa fare.

Intanto bisogna sottolineare che frasi come ripartire dagli ultimi oppure mettere i poveri al centro, se la Caritas parrocchiale interpreta bene il suo ruolo di animazione, non restano slogan ma ispirano ogni aspetto della vita parrocchiale: la predicazione e la catechesi si preoccupano di usare un linguaggio comprensibile a tutti; la liturgia mostra con i segni cosa vuol dire ascolto e accoglienza; i Sacramenti e le feste religiose non sono motivo di lussi e di sprechi, l'uso degli strumenti e degli ambienti tiene conto dei bisogni reali della gente, la gestione economica ha tra le voci fisse e principali la condivisione con i poveri. 

I Seminari del Laboratorio diocesano Caritas Parrocchiali 2002-2003 

Uno strumento di particolare importanza per la vita della Caritas è il Laboratorio delle Caritas parrocchiali. Il laboratorio è un gruppo di lavoro con la finalità di promuovere e accompagnare le comunità nell’impegno di dare testimonianza comunitaria della carità nelle parrocchie.

Compito del Laboratorio è il costante monitoraggio della vita delle Caritas parrocchiali, promuovere la formazione degli animatori sia a livello diocesano che foraniale e parrocchiale, fornire gli strumenti perché ogni commissione Caritas sia in grado di svolgere il compito di animare il territorio alla dimensione della carità, verificare e sensibilizzare il diffondersi del metodo Caritas – ascoltare, osservare, discernere – nell’animazione alla carità.

Essendo, l’attività di animazione, funzione propria di tutta la Caritas diocesana, il laboratorio è  chiamato ad assumere ed integrare tutte le azioni ( verso i destinatari:  poveri, Chiesa  e  mondo  ) e  le  attenzioni specifiche ( promozione umana, caritas e mondialità ) di livello diocesano condividendole con le realtà parrocchiali. 
Il Laboratorio è diretto dal Direttore della Caritas diocesana, coordinato dal diac. Enzo Nasta e vi partecipano il Direttore del Centro servizi diocesano, don Antonio De Arcangelis, gli incaricati dei settori di Caritas diocesana e i referenti foraniali.

 Referenti Foraniali 

 

GAETA - Sig.ra Anna Pastorello

 

FORMIA - Sig. Luciano Paolucci

 

FONDI - Sig. Gaetano Esposito

 

MINTURNO - diac. Angelo Veglia

Si prevede, nel tempo, di inserire nel laboratorio referenti dei maggiori uffici pastorali diocesani.

 VOLONTARIATO 

Il volontario è colui che sceglie liberamente di fare qualcosa. Il latino voluntas, volontà, viene dal verbo volo che identifica il volere come facoltà di decidere consapevolmente le proprie azioni per raggiungere uno scopo. A muovere il volontario non è un impulso cieco ma la coscienza ferma di chi sa darsi degli obiettivi.

Un dato significativo e che non possiamo trascurare è il fenomeno del volontariato giovanile. I giovani vivono il servizio con diversi "nomi" e ruoli ma con un'unica aspirazione: costruire un mondo diverso. Ragazzi che cercano nell'azione volontaria, in maniera più o meno inconsapevole, "frammenti di senso" capaci di far vivere esperienze piene, che aprono orizzonti valoriali certamente non comuni nella nostra società. A noi il compito di offrire proposte che rispondano integralmente al bisogno del giovane di essere protagonista del suo cammino tenendo presente che il servizio non è educante di per sé ma solo se inserito con coraggio, con passione, con la necessaria "fantasia della carità", all'interno di una progettualità che vada al di là dell'impegno richiesto. D'altra parte sembra essere giunto il momento in cui occorre ritornare a difendere il volontariato da ogni forma di estensione della parola e dell'esperienza a forme inedite di "servizio civile" giovanile, adulto e anziano, con rimborso spese o da forme di impresa sociale che guardi al volontariato solo in funzione di servizi. Difendere il volontariato significa difendere "il dono" di un tempo e di una cosa nella gratuità, difendere il valore dell'amicizia; significa rinnovare la condivisione come l'esperienza di mettere in comune le cose, spendersi oltre il proprio lavoro, aiutare a crescere i ragazzi e i giovani guardando agli altri e ad altro, in particolare a chi è in difficoltà. In questo contesto occorre, allora, imparare anzitutto a dare il giusto nome alle esperienze (volontariato, servizio civile, impresa sociale...), lavorare per un riconoscimento effettivo sul territorio e nelle politiche delle diverse esperienze individuali, di gruppo o associate di volontariato, rinnovare una formazione del volontariato al valore (dono, gratuità, amicizia, condivisione...) come il vero "di più" che manca ai nostri rapporti personali e sociali; sperimentazione di forme nuove di "lavoro insieme" tra esperienze  di volontariato e di impresa sociale , o di trasformazione di esperienze di volontariato e di servizio civile in imprese sociali che diano alle persone, nell'economia e nei servizi, una professionalità, un lavoro, un futuro.

 SERVIZIO CIVILE 

Il nuovo sistema di servizio civile impone di mettere a fuoco, per il futuro, l'esigenza di pensare in modo diverso a questa significativa esperienza, sottraendosi alla prospettiva del "breve termine" che tende a concentrarsi sul "durante" del servizio civile, dimenticando quasi totalmente il "prima" e il "dopo". Occorre quindi avviare una progettazione condivisa con il territorio, in particolare con i mondi della pastorale giovanile e dell'associazionismo cattolico, per promuovere una conoscenza meno superficiale del servizio civile e delle sue potenzialità a cui segua una sperimentazione di attenzioni educative e di proposte di servizio nuove e attente ai giovani, prima ancora che ai servizi

SCUOLA FORMAZIONE SOCIO-POLITICA 

La Caritas diocesana con la scuola di Teologia Mons. Gargiulo, consapevole dell'importanza nella società civile dell'educazione del popolo e dei giovani allo sviluppo del loro ruolo nella comunità politica, ha avviato  a partire dal 2006 una scuola di formazione socio-politica (programma seconda annualità).